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		<lastBuildDate>Mon, 26 Jun 2023 14:48:00 +0200</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[Dipendenze affettive romantiche]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giuseppe Elia]]></author>
			<category domain="https://giuseppe-elia2.websitex5.me/blog/index.php?category=Psicopatologia"><![CDATA[Psicopatologia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000A"><div class="imTACenter"><b><i class="fs11lh1-5 cf1">Relazioni sane e Dipendenza affettiva</i></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">L’amore romantico è un fenomeno universale, rilevante per l’essere umano, di cui si hanno tracce in ogni epoca storica. Anche le neuroscienze mostrano prove a sostegno dell’universalità, evidenziando come l’esperienza amorosa sia legata all’attività integrata di specifiche strutture cerebrali, che motivano gli esseri umani a sviluppare e mantenere legami affettivi di coppia. In termini generali, l’amore romantico può essere definito come l’insieme di cognizioni, emozioni e comportamenti relativi al desiderio di mantenere una relazione con un altro individuo. Tuttavia, può assumere una forma “sana” o psicopatologica.</span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">La teoria del triangolo dell’amore di Sternberg è una tra le teorie più influenti, atta a spiegare la forma che può assumere l’amore in una relazione romantica. &nbsp;La teoria descrive tre componenti, distinguibili ma interagenti: l’intimità (sentimenti di vicinanza, reciprocità, connessione, calore e affetto) che riguarda l’investimento emotivo nella relazione; la passione (attrazione fisica e sessuale) che si riferisce agli istinti biologici ed ai bisogni psicologici come per esempio l’affiliazione; la decisione/impegno (cognizioni, emozioni e motivazioni che spingono a rimanere con il proprio partner ed impegnarsi in ciò nel lungo termine). Dalla peculiare combinazione delle tre componenti derivano otto tipologie di amore romantico, che vanno dal Non – amore (assenza di tutte e tre le componenti) all’amore completo (presenza di tutte e tre le componenti alla massima espressione). </span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">I caratteri generali delle relazioni “sane” riguardano il desiderio reciproco di una reale intimità, la lealtà e l’ impegno reciproco, l’accettazione reciproca delle debolezze e dei punti di forza e le aspettative realistiche sulla relazione e sulla funzione dell’amore, ritenendo l’amore un valore aggiunto e non la soluzione a tutti i problemi della vita. &nbsp;Lo sviluppo della relazione si dispiega con gradualità nel tempo, affrontando insieme le difficoltà ed i problemi. E’ presente la capacità di occuparsi di altri aspetti della vita oltre alla relazione e l’accettazione ed il sostegno all’autonomia reciproca. Il partner viene integrato nella propria vita con un adeguato utilizzo dei limiti e dei confini all’interno del rapporto di coppia e con i sistemi familiari di origine. &nbsp;Al tutto si associa un vissuto di soddisfazione relazionale. </span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Questi aspetti assumono significato per la comprensione del funzionamento differente che si estrinseca nella dipendenza affettiva romantica, una forma di amore ossessivo e simbiotico, dove viene meno il processo evolutivo della relazione amorosa e non vi è altra forma di gratificazione esterna. Il dipendente affettivo ha un bisogno elevato, una forte necessità, di trovarsi all’interno di una relazione, che persiste nonostante le avverse conseguenze che ciò può arrecare. Solitamente il partner viene idealizzato e l’amore considerato come cura e principale significato della vita. Il pensiero è frequentemente e intrusivamente rivolto al partner e viene esperito un bisogno irrefrenabile di starci insieme e di prendersene cura. In tale contesto cognitivo, affettivo e comportamentale, tutto ciò che è esterno alla relazione viene progressivamente sacrificato (es. attività ricreative, amici, familiari, lavoro, formazione), in quanto il dipendente affettivo si chiude sempre più nella relazione romantica. L’assenza del partner, fisica oppure emotiva, o la percezione di un rischio abbandonico, viene vissuta con un’alta preponderanza di emozioni negative, veri e propri sintomi di astinenza con malessere psicologico e somatico molto intenso. Invece, la vicinanza e la presenza dell’altro, o in senso lato della relazione, svolge la funzione di gestire o evitare emozioni negative come la tristezza, la paura, l’ansia, la solitudine, la vergogna, il senso di colpa. Caratteristico è lo sperimentare emozioni positive in presenza del partner e disforia in sua assenza. </span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Il dipendente affettivo, tende a scegliere partner poco empatici, manipolatori, abusanti, problematici, in relazione alle diverse forme di dipendenza affettiva che verranno descritte. Vive in tal modo relazioni problematiche e di sofferenza e quindi lotta interiormente con una forte ambivalenza: da un lato riconosce la relazione come fonte di sofferenza e vive il desiderio d’interromperla, dall’altro non riesce a fare a meno del partner. Infatti, intensi stati emotivi negativi sopravvengono quando prova ad interrompere o interrompe la relazione. La separazione rappresenta un aspetto drammatico e spesso ad essa consegue la incessante ricerca del partner. </span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTACenter"><b><i class="fs11lh1-5 cf1">Passivo-dipendente / codipendente / aggressivo-dipendente</i></b></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">La dipendenza affettiva romantica può assumere diverse forme, le principali sono: la passivo-dipendente, la codipendente e l’aggressivo-dipendente. In esse si estrinseca una precipua modalità di relazione e di scelta del partner, rimanendo costanti gli aspetti generali di funzionamento del dipendente affettivo, prima descritti. </span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Il <i>passivo-dipendente</i>, stringe relazione con un partner distaccato, per niente empatico, frequentemente abusante psicologicamente, abusante fisicamente, invalidante, infedele. Spesso ha tratti di personalità narcisistici o antisociali, un franco disturbo narcisistico o antisociale di personalità oppure è un sadico o un aggressivo-dipendente. Tale partner, date le caratteristiche con cui si presenta all’inizio della relazione, viene percepito, erroneamente, dal passivo-dipendente, come fonte di perfezione, di sicurezza, di forza e onnipotenza. È proprio questa complementarietà disfunzionale, questa percezione inconsapevole, che porta alla strutturazione della coppia. Infatti il passivo-dipendente idealizza il partner e gli attribuisce una funzione preminente per la sua felicità. Si auto-sacrifica per la relazione e si adatta passivamente alle richieste ed alle caratteristiche del partner. La paura dell’abbandono è costante ed immaginare la perdita e la solitudine è intollerabile. Quindi si dispone all’asservimento, esaudendo desideri e pretese, a sopportare vessazioni, giungendo anche a rinunciare ai propri valori, per non perdere il legame. Nel contempo si aspetta di essere ricambiato, in termini di attenzioni e cure, ma le caratteristiche del partner emerse dopo la fase iniziale dell’innamoramento frustrano costantemente tali aspettative. Quindi oscilla tra la sottomissione e la protesta. La rabbia è sovente repressa e se accadono manifestazioni più esplicite rapidamente segue il passaggio ad una più alta remissività. L’ambivalenza è intensa, da un lato la consapevolezza della sofferenza e il desiderio di interrompere la relazione e dall’altro l’ intollerabilità dell’abbandono, della perdita e della solitudine. </span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Il <i>codipendente</i>, invece, stringe relazione con un partner che si trova in una condizione di bisogno (es. qualche forma di dipendenza patologica o altre condizioni problematiche). La spinta salvifica porta il codipendente a dedicare attenzioni, energia ed abnegazione alla “cura” dell’altro ed alla aspettativa che prima o poi guarirà grazie al suo aiuto. Ma, come già descritto, nella dipendenza affettiva vi è la paura dell’abbandono e della separazione. In tal senso la dinamica di coppia assume un significato di controllo della relazione e del partner, ed è proprio la condizione di bisogno del partner a sedare la paura abbandonica. Da ciò quindi, il codipendente necessitando del mantenimento della problematicità dell’altro, risulta spaventato proprio dall’eventuale guarigione; tale evenienza riaccenderebbe la paura abbandonica. In tal modo si genera e si mantiene un circolo vizioso di sofferenza. </span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">La forma <i>aggressivo-dipendente</i> della dipendenza affettiva, può rappresentare un funzionamento primario, ma spesso consegue a precedenti forme passivo-dipendente o codipendente, assumendo un aspetto difensivo a fronte dei diversi esiti negativi nelle precedenti relazioni di coppia. In questo contesto, il partner scelto è sovente un dipendente affettivo (passivo-dipendente) eppure la dipendenza, in questo caso, non è dal partner ma dalla relazione. </span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">A fronte della solitudine intollerabile e dei precedenti relazionali, &nbsp;l’aggressivo-dipendente sceglie un partner che non ama, non stima, non tollera ma che almeno garantisce una relazionalità, anche se di bassa qualità. Il partner rappresenta un capro espiatorio su cui riversare tutta la sua frustrazione, procurandogli umiliazione e sofferenza, da lui esperite nelle precedenti relazioni. Frequenti sono le svalutazioni e i ripetuti attacchi sia pubblici che privati. &nbsp;Nel contempo l’aggressivo-dipendente svaluta anche sé stesso, si rimprovera, si biasima per aver scelto tale partner, per continuare la relazione con lui, per non riuscire a liberarsi da tale legame, ma contemporaneamente sente la relazione molto importante e non riesce a fare a meno di essa proprio perché ne è dipendente.</span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">In definitiva, il dipendente affettivo è attratto da relazioni con partner “difficili”. Paradossalmente, un partner equilibrato, rispettoso, amorevole, è percepito come poco interessante, non attraente. Infatti in relazione alla propria storia di sviluppo e nel qui ed ora a processi psicologici in gran parte non consapevoli, è difficile concepire da parte dell’altro cure, amore, supporto e sostegno sinceri e reali. Percependosi come non meritevole, guarderà con diffidenza e sospetto i comportamenti del partner, metterà in dubbio la sua spontaneità, potendo giungere a valutare il suo modo di porsi come falso e strumentale. Tutto ciò ha l’effetto di allontanare partner “normali”, favorendo invece l’incontro con individui problematici, auto-determinando un destino di deprivazioni e relazioni inadeguate, insoddisfacenti, tossiche. </span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Le caratteristiche trasversalmente presenti nel dipendente affettivo sono: bassa autostima e bassa fiducia in sé; carente autoregolazione emozionale; scarsa fiducia nelle relazioni; ricerca di relazioni fusionali compensative, con idealizzazione del partner; sentimenti cronici di frustrazione e deflessione dell’umore; forte malessere psicologico e somatico alla separazione ed esperienza angosciante della solitudine. &nbsp;&nbsp;</span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTACenter"><b><i class="fs11lh1-5 cf1">Innamoramento e disturbo dipendente di personalità</i></b></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">In questo articolo non ci si sofferma, approfonditamente, sulla differenziazione della dipendenza affettiva romantica da altre condizioni psicologiche/psicopatologiche che hanno aspetti simili di funzionamento e che possono confondersi con essa, differenziazione che spetta al clinico all’interno del processo valutativo. Ad ogni modo una riflessione va posta su quello che è il normale processo dell’innamoramento e sul disturbo dipendente di personalità. Viene tralasciato il disturbo borderline di personalità, data la complessità clinica, che richiede una trattazione specifica. </span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">L’ <i>innamoramento</i> è un processo naturale che viene definito come la prima fase dalla strutturazione di una relazione romantica, caratterizzato da una scelta non consapevole del partner, dove a muovere gli individui sono profondi contenuti psichici. Durante l’innamoramento l’individuo è emotivamente labile, le emozioni positive e negative si susseguono in base alla presenza-assenza del partner. Ricorrenti pensieri intrusivi sono relativi all’altro di cui si è innamorati e a ciò si associa un costante desiderio di stare insieme. La mancanza dell’altro si manifesta con umore negativo, irritabilità, rabbia, difficoltà di addormentamento o a mantenere il sonno. Infine l’innamorato è disposto a compiere azioni anche rischiose per l’amato o per conquistarlo.</span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">L’innamoramento ha una durata relativamente breve e non porta alle compromissioni cliniche caratterizzanti la dipendenza affettiva romantica. &nbsp;</span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Il <i>disturbo dipendente di personalità</i> è caratterizzato da un comportamento sottomesso e dipendente e dalla eccessiva necessità di accudimento. L’individuo ha difficoltà a prendere decisioni quotidiane in assenza di una eccessiva quantità di consigli e rassicurazioni, così come ha difficoltà a iniziare e portare aventi progetti autonomamente. Si sottomette agli altri fino a compiere azioni umilianti per non perdere le relazioni e quando è solo si sente indifeso perché non riesce a vedere sé stesso come sufficientemente competente. </span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Questo disturbo a differenza della dipendenza affettiva romantica, presenta un funzionamento caratteristico che non è circoscritto ad una specifica relazione ma è pervasivo, ovvero tende ad essere presente nella maggior parte delle relazioni dell’individuo (es. lavorative, familiari, amicali, sentimentali). &nbsp;</span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTACenter"><b><i class="fs11lh1-5 cf1">Conclusioni</i></b></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">L’individuo (donna o uomo) che sviluppa dipendenza affettiva romantica, porta con sé delle vulnerabilità psicologiche di base, originate dalla propria storia di sviluppo affettivo-relazionale, che lo spingono ad intessere relazioni disfunzionali e contribuire ad esse. Inoltre, un rilievo sempre più crescente in termini di ricerca evidenzia che alla base della dipendenza affettiva, di cui quella romantica, sembra esserci anche una vulnerabilità biologica del funzionamento di sistemi cerebrali specifici, trasversali alle dipendenze patologiche. </span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">La dipendenza affettiva, non trattata, comporta una progressiva compromissione del funzionamento personale, giungendo all’isolamento sociale, oltre al rischio di depressione, di sindromi ansiose e di possibili effetti deleteri sulla salute fisica, prevalentemente cardiovascolari e immunitari. Inoltre l’elaborazione della perdita del partner, tende ad essere molto difficoltosa, così come è frequente la ricaduta nella relazione disfunzionale dopo un periodo di allontanamento e l’alta probabilità di strutturare ulteriori relazioni disfunzionali nel corso della propria vita. In tal senso, oltre alla reiterazione del funzionamento passivo-dipendente o codipendente, si può virare sulla forma aggressivo-dipendente. Infine, a fronte dei ripetuti fallimenti relazionali, il dipendente affettivo può transitare ad una qualche forma di dipendenza da sostanze. </span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="cf1"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="cf1"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><i class="fs10lh1-5 cf1">Bibliografia</i></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1">Antonelli Paolo; 2022. <i>Le dipendenze affettive</i>. Giunti. </span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1">Borgioni Massimo; 2015. <i>Dipendenza e controdipendenza affettiva: dalle passioni scriteriate all’indifferenza vuota. Alpes.</i></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1">Gambini Paolo; 2007. <i>Psicologia della famiglia. La prospettiva sistemico-relazionale</i>. Franco Angeli.</span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1">Oldham John M., Skodol Andrew E., Bender Donna S.; 2008. <i>Trattato dei disturbi di personalità</i>. Raffaello Cortina Editore.</span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 26 Jun 2023 12:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Paura delle malattie]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giuseppe Elia]]></author>
			<category domain="https://giuseppe-elia2.websitex5.me/blog/index.php?category=Psicopatologia"><![CDATA[Psicopatologia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000008"><div class="imTACenter"><b><i class="fs11lh1-5 cf1">Normalità o psicopatologia?</i></b></div><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5 cf1"><span class="imTALeft"> </span><br></span></div><div class="imTAJustify fs11lh1-5 cf1"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Preoccuparsi della propria salute non è di per sé un aspetto problematico, infatti l’aderenza a periodici programmi di prevenzione, così come l’assunzione di comportamenti salutari rientrano in ciò che viene definito </span><i class="fs11lh1-5">comportamento di salute protettivo</i><span class="fs11lh1-5">, ovvero un comportamento che ha effetti positivi e desiderabili nel prevenire la malattia. Inoltre sperimentare occasionalmente paura o ansia di fronte ad una condizione di cattiva salute propria o di un caro, nell’attesa di un referto medico a se’ stessi, a un amico o ad un familiare quando vi sia la possibilità che venga diagnosticata una patologia grave, così come preoccuparsi di tanto in tanto della morte o di morire, è una normale esperienza comune.</span></div></div><div class="imTAJustify fs11lh1-5 cf1"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">La paura e l’ansia sono emozioni simili, ma con alcune differenze. La paura è la risposta emotiva ad una minaccia imminente, reale o percepita, l’ansia è la risposta emotiva anticipatoria ad una minaccia futura. La paura o l’ansia, sono normali reazioni dell’organismo, caratterizzate da un intricato meccanismo psico-neuro-endocrino, che ha lo scopo di preparare l’individuo a difendersi da una minaccia presente o futura, soggettivamente percepita. La minaccia può essere rappresentata da un leone che ci si trova di fronte, da problemi lavorativi o scolastici, da problemi relazionali, scelte per il futuro, per citarne alcune. Anche le malattie si configurano come una minaccia ed è abbastanza naturale preoccuparsi e provare una certa paura o ansia quando non si sta bene o si prova qualcosa di “strano” nel proprio corpo, così come è normale concentrarsi ad ascoltare il proprio corpo, oppure controllarlo visivamente o in modo tattile, per comprendere cosa sta avvenendo e decidere se intervenire. Avvertendo qualcosa di strano si potrebbe chiedere un parere o un consiglio ad un amico o ad un familiare oppure consultare un medico. Dopo rassicurazione o appropriate valutazioni mediche, ci si tranquillizza. &nbsp;</span></div></div><div class="imTAJustify fs11lh1-5 cf1"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Quindi la paura e l’ansia, in termini generali ed anche per le malattie, si definiscono risposte normali e adattive quando segnalano un pericolo, quando sono finalizzate all’attivazione delle risorse atte a fronteggiarlo e quando hanno durata e intensità contenute.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><blockquote><blockquote class="imTALeft"></blockquote></blockquote><div class="imTAJustify fs11lh1-5 cf1"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Tuttavia alcune persone vivono frequenti reazioni di paura e di ansia, rispetto alla possibilità di avere o di sviluppare una grave malattia, che perdurano nonostante rassicurazioni e appropriate valutazioni mediche. &nbsp;Ci si sposta sul versante psicopatologico dell’</span><b class="fs11lh1-5">ansia per la salute.</b></div></div><blockquote><div class="imTAJustify"><br></div></blockquote><div class="imTAJustify fs11lh1-5 cf1"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">In questo quadro clinico, il principale aspetto è </span><i class="fs11lh1-5">la paura o la preoccupazione, protratta nel tempo, di avere o di sviluppare una grave malattia fisica</i><span class="fs11lh1-5"> (la malattia temuta può cambiare nel corso del tempo) che nella maggior parte dei casi si associa alla </span><i class="fs11lh1-5">percezione di sintomi fisici reali.</i></div></div><div class="imTAJustify fs11lh1-5 cf1"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Altro aspetto caratteristico è rappresentato dagli </span><i class="fs11lh1-5">eccessivi e ripetuti comportamenti di controllo del proprio corpo</i><span class="fs11lh1-5"> cercando segni indicativi di malattia, ad esempio osservandosi e/o toccandosi. &nbsp;&nbsp;</span></div></div><div class="imTAJustify fs11lh1-5 cf1"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">A ciò si aggiungono i </span><i class="fs11lh1-5">continui tentativi di cercare rassicurazioni sui sintomi che si provano e sulle malattie temute</i><span class="fs11lh1-5">. Alcune persone ricercano le rassicurazioni attraverso familiari, amici o con ripetute valutazioni ed indagini mediche, ma le rassicurazioni e le appropriate valutazioni mediche attenuano la risposta ansiosa solo per breve tempo. &nbsp;Altre persone ricercano continuamente informazioni sul dizionario medico, sulle riviste mediche, sulle enciclopedie mediche o ancor di più su internet. Questo specifico comportamento ha come esito un’amplificazione vertiginosa dell’ansia, non ottenendo l’effetto “sedativo” nemmeno nel breve termine.</span></div></div><div class="imTAJustify fs11lh1-5 cf1"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">In alcuni casi invece, viene </span><i class="fs11lh1-5">evitata la ricerca d’informazioni e rassicurazioni</i><span class="fs11lh1-5"> sulle malattie o sulla malattia temuta. Ad esempio vengono evitati programmi televisivi, articoli o riviste che trattano malattie, specie quelle di cui si è maggiormente spaventati. Si evita anche di parlare della malattia, di andare dal medico, di entrare negli ospedali, di andare ai funerali, di sottoporsi ad esami di controllo raccomandati, come ad esempio il prelievo del sangue, secondo raccomandazioni mediche di prevenzione. Gli evitamenti vengono messi in atto principalmente per il timore che l’ansia e le preoccupazioni salgano fino a diventare incontrollabili oppure che venga confermato il sospetto di avere una malattia grave. &nbsp;A volte l’evitamento riguarda anche l’attività fisica come ad esempio praticare sport, camminare molto, utilizzare scale e sollevare oggetti, per non provare certe sensazioni fisiche che potrebbero scatenare la paura della malattia o per prevenirne l’insorgenza.</span></div></div><div class="imTAJustify fs11lh1-5 cf1"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">L’evitamento, la ricerca d’informazioni, le ripetute valutazioni mediche o altri comportamenti di rassicurazione, hanno l’effetto di ridurre nel breve periodo la paura e le preoccupazioni sulle malattie, le quali però continuano ad essere presenti. Infatti appena si avvertirà qualcosa di strano nel proprio corpo, quando si dovrà fare una visita medica oppure quando si entrerà in contatto con informazioni o luoghi specifici relativi alla salute o alle malattie, la paura e l’ansia riemergeranno più forti ed intense.</span></div></div><div class="imTAJustify fs11lh1-5 cf1"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Nella maggior parte dei casi, le due manifestazioni (ricerca d’informazioni/rassicurazioni ed evitamento) tendono ad alternarsi nel corso del tempo e l’andamento del disturbo è generalmente a fasi, con alti e bassi. Ciò significa che in alcuni periodi le preoccupazioni e l’ansia per la salute possono essere molto intense ed in altri meno intense e transitorie (</span><i class="fs11lh1-5">illusoria percezione di risoluzione</i><span class="fs11lh1-5">).</span></div></div><blockquote></blockquote><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><blockquote><blockquote class="imTALeft"></blockquote></blockquote><div class="imTAJustify fs11lh1-5 cf1"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">A volte la reazione ansiosa può assumere un’alta intensità, soprattutto quando la malattia è percepita come imminente, innescando un attacco di panico.</span></div></div><blockquote><div class="imTAJustify"><br></div></blockquote><blockquote><blockquote class="imTALeft"></blockquote></blockquote><div class="imTAJustify fs11lh1-5 cf1"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">La prevalenza stimata del disturbo nella popolazione generale è intorno al 3-10%, mentre negli ambulatori di medicina generale oscilla tra 0,8 e 8,5%. La sua insorgenza può avvenire a qualsiasi età, anche se generalmente è tra i 20 e i 30 anni sia nelle donne che negli uomini.</span></div></div><div class="imTAJustify fs11lh1-5 cf1"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Inoltre il disturbo, specie con prevalenza di sintomi somatici, e una malattia organica possono presentarsi insieme e non si escludono a vicenda. Per esempio un individuo dopo un infarto miocardico, senza complicanze e disabilità conseguenti, potrebbe avere una compromissione del suo funzionamento quotidiano a causa del disturbo psicologico. La stessa compromissione può manifestarsi anche quando vi è un rischio elevato di sviluppare una malattia (per esempio un’importante familiarità) ed è presente il disturbo psicologico.</span></div></div><blockquote></blockquote><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><blockquote><blockquote class="imTALeft"></blockquote></blockquote><div class="imTAJustify fs11lh1-5 cf1"><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">L’ ansia di avere o sviluppare malattie gravi, contornata molto spesso da sintomi corporei reali, per molto tempo è stata avvolta da un alone d’incredulità considerando tale individuo “un malato immaginario” o come qualcuno che mira a trarre vantaggi nel presentarsi agli altri come malato. Per tale retaggio culturale alcune persone non confidano le loro paure e il loro malessere per l’aspettativa di non essere prese sul serio, di ottenere minimizzazione o di ricevere critiche e giudizi negativi.</span></div></div><blockquote><div class="imTAJustify"><br></div></blockquote><blockquote><blockquote class="imTALeft"></blockquote></blockquote><div class="imTAJustify fs11lh1-5 cf1"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Se non trattato, nella maggior parte dei casi assume un andamento cronico e disabilitante e la persona esperisce una costante precarietà ed insicurezza per la propria vita. Le compromissioni del funzionamento, relative all’ansia per la salute patologica, possono diramarsi in diversi ambiti: relazionale, lavorativo ed economico. Infine tende ad associarsi ad ulteriori conseguenze psicologiche come rabbia, frustrazione e senso di solitudine fino allo sviluppo di altre psicopatologie, come la depressione.</span></div></div><blockquote><span class="imTAJustify fs11lh1-5 cf1"><br></span></blockquote><blockquote><span class="imTAJustify fs11lh1-5 cf1"><br></span><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div></blockquote><blockquote></blockquote><div class="fs12lh1-5 cf1"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><blockquote></blockquote><div class="fs12lh1-5 cf1"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1">Bibliografia</i><br><span class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1">APA, 2014. </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1">Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali – DSM-5. </i><span class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1">Raffaello Cortina Editore.</span><br><span class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1">Cattani D., Scapellatto P., 2017. </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1">Attacchi di panico e Ansia acuta.</i><span class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1"> Giunti Psychometrics.</span><br><span class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1">Laveni D., Lusetti M., Piacentini D.; 2021. </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1">Ipocondria, Ansia per le malattie e disturbo da sintomi somatici</i><span class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1">. Erickson.</span><br><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1">Ricci Bitti P.E., Gremigni P. (2013), <i>Psicologia della salute. </i>Carocci editore.</span></div><div class="imTAJustify"> </div><div class="imTAJustify"> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 10 Jun 2023 10:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Training autogeno]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giuseppe Elia]]></author>
			<category domain="https://giuseppe-elia2.websitex5.me/blog/index.php?category=Rilassamento_psicofisiologico"><![CDATA[Rilassamento psicofisiologico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000007"><div class="imTACenter"><b><i class="fs11lh1-5 cf1">Definizione del metodo</i></b></div><div class="imTACenter"><i class="fs11lh1-5 cf1"> </i></div><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Il training autogeno è un metodo di autodistensione da concentrazione psichica passiva, che consente modificazioni psichiche e somatiche, elicitando una risposta di rilassamento psicofisiologico.</span></div><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><b>Training</b> significa allenamento, ovvero apprendimento graduale di una serie di esercizi di <i>concentrazione psichica passiva</i> che si concatenano allo scopo di portare progressivamente a spontanee modificazioni del tono muscolare, della funzionalità vascolare, dell’attività cardiaca e polmonare, dell’equilibrio neurovegetativo e dello stato di coscienza, sempre più consistenti e con rapidità nella manifestazione. </span></div><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><b>Autogeno</b> indica uno stato psicofisico che si genera autonomamente.</span></div><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><b>Lo stato autogeno</b> è lo scopo del metodo. Esso consiste in una condizione psicofisiologica di passività assoluta, priva di atti volitivi, realizzata nella <i>indifferente contemplazione di quanto spontaneamente accade nel proprio corpo e nella propria mente</i>.</span></div><div class="imTAJustify"> </div><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;</span><div class="imTACenter"><i><b class="fs11lh1-5 cf1">Raggiungere lo stato autogeno</b></i></div><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;</span><div class="imTACenter"><i class="fs11lh1-5 cf1"> </i></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Gli esercizi vengono gradualmente appresi attraverso l’istruzione e la supervisione del clinico che con un approccio “tailor made” si rivolge alla risposta psicofisiologica individuale. Successivamente vengono eseguiti tra una seduta e la successiva, autonomamente in luoghi di vita quotidiana. Questo iter procede fino al raggiungimento del completo “<i>stato autogeno</i>”, considerando le differenze individuali.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"> </div><div class="imTACenter"><i><b class="fs11lh1-5 cf1">Elementi psicofisiologici </b></i></div><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;</span><div class="imTACenter"><i class="fs11lh1-5 cf1"> </i></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Per comprendere, in quale particolare modo il training autogeno sortisce i suoi effetti, consideriamo brevemente alcuni elementi psicofisiologici. </span></div><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">La stimolazione di particolari centri ipotalamici induce una risposta dell’organismo, definita <i>trofotropismo (dal greco trofos: nutrimento) </i>che rappresentava una contemporanea attivazione del sistema nervoso autonomo parasimpatico, una tendenza al rilassamento muscolare, e &nbsp;secrezioni ormonali (insulina). La condizione che emerge è quella di una veglia rilassata e recupero energetico (anabolismo), in definitiva di riequilibrio omeostatico. &nbsp;Viceversa, la stimolazione di altri centri ipotalamici produce una eccitazione diffusa del sistema nervoso autonomo simpatico e secrezione ormonali (corticosteroidi). Il quadro emergente è di attività, dispendio energetico ed eccitazione diffusa (arousal), quindi di disequilibrio omeostatico. &nbsp;Tale condizione viene definita <i>ergotropismo (dal greco ergon: lavoro, attività). </i></span></div><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">L’attivazione dei rispettivi centri ipotalamici e della conseguente risposta <i>ergo-trofotropica </i>è elicitata da particolari stimoli o situazioni stimolo (risposta fasica), su un soggettivo sfondo tonico. Generalmente avviene un bilanciamento tra <i>ergo </i>e <i>trofotropismo. </i>Tuttavia<i> </i>il protrarsi di uno sbilanciamento <i>ergotropico </i>costituisce una condizione favorente l’insorgenza di patologia psicosomatica e non. </span></div><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Il training autogeno, mira ad una <i>riequilibrazione trofotropica</i>.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">In sintesi, quando <b>l’unità mente-corpo</b> o bio-psichica, è in uno stato di tensione, ansia o stress reagisce con:<br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div> </div></div><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote><ul><li><span class="fs11lh1-5 cf1">tensione muscolare</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">spasmo viscerale</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">sensazione di freddo per il corpo</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">calore al capo</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Alterazione funzionale neurovegetativa</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">alterazione funzionale endocrina</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">alterazione umorale</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">vissuto psichico di essere sopraffatti da pensieri ed emozioni</span></li></ul><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br><!--[endif]--></span></div><div class="imTAJustify"><div> </div><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;</span><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Spesso una volta realizzata la reazione psicofisica di tensione, non si è in grado di ritornare all’equilibrio omeostatico. Gli esercizi del training autogeno, ci insegnano invece a realizzarlo. Infatti, in seguito all’apprendimento e all’esercizio del metodo, <i>di questo nuovo ed insolito atteggiamento</i>, si manifestano modificazioni psichiche e somatiche di senso opposto ed omeostaticamente riequilibranti:</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div> </div></div><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote><ul><li><span class="fs11lh1-5 cf1">distensione muscolare e vascolare</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">rilasciamento viscerale</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">sensazione di calore per il corpo</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">fresco alla fronte</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">riequilibrazione funzionale neurovegetativa</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">riequilibrazione funzionale endocrina</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">riequilibrazione umorale</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">vissuto di calma e di benessere psicologico.</span></li></ul><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><div class="imTAJustify"><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div></div></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote><div class="imTAJustify"><div> </div><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;</span><div class="imTACenter"><i><b class="fs11lh1-5 cf1">Il training autogeno può essere svolto da tutti?</b></i></div><div><i class="fs11lh1-5 cf1"> </i></div><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;</span><div><span class="fs11lh1-5 cf1">L’applicazione del training autogeno richiede una propedeutica <b>valutazione clinica</b> sia su aspetti psichici che su aspetti somatici. Ciò è relativo ai possibili effetti collaterali che l’applicazione della tecnica, in quanto agente su sostrati fisiologici nonché psicofisiologici, può sortire. </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Il training autogeno è sconsigliato in presenza di:</span></div><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><ul><li><span class="fs11lh1-5 cf1"><span class="imTALeft">dissociazione</span><b class="imTALeft"> </b><span class="imTALeft">significativa come meccanismo di difesa</span></span></li><li><span class="imTALeft fs11lh1-5 cf1">depressione grave</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">ansia grave</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">ansia da malattia – disturbo da sintomi somatici</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">funzionamento ossessivo di personalità</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">scompensi cardiaci</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">bradicardia significativa</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">ipotensione arteriosa significativa</span></li></ul></div><blockquote><div class="imTAJustify"><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div></div></blockquote><div class="imTAJustify"><div> </div><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;</span><div class="imTACenter"><i><b class="fs11lh1-5 cf1">Efficacia</b></i></div><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;<br></span><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Ansia (lieve – moderata)</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Stress</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Panico</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Depressione (lieve – moderata)</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Adattamento</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Disturbi del sonno funzionali</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Sessualità</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Concentrazione</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Memoria</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Creatività</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Studio e Lavoro (concentrazione, memoria, recupero)</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Sport (performance, recupero, riduzione delle contratture e degli infortuni)</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Cefalea muscolo-tensiva*</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Emicrania*</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Fibromialgia*</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Lombosciatalgia*</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Dismenorrea*</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Dolore*</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Asma *</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Gastrite*</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Intestino irritabile*</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Stipsi o Stitichezza*</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Eczema*</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Orticaria*</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Psoriasi*</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Alopecia*</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Prurito*</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Patologie croniche *</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Ipertensione*</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Ipertensione essenziale*</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Ictus*</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Malattia di Raynaud*</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Sindrome di Ménière*</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Tinnito o Acufene*</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Benessere psicofisico</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">- Profilassi</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div class="imTALeft"><span class="fs10lh1-5 cf1">* Integrato a valutazione/terapia medica</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><i class="fs10lh1-5 cf1">Bibliografia</i></div><div><ul><li><span class="fs10lh1-5 cf1">J.H. Schultz; 2010. <i>Il training autogeno. Metodo di autodistensione da concentrazione psichica.</i> Feltrinelli. </span></li><li><span class="fs10lh1-5 cf1">Vezio Ruggieri; 1999. <i>Mente Corpo Malattia</i>. Il Pensiero Scientifico Editore.</span></li><li><span class="fs10lh1-5 cf1">https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov</span></li></ul></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 07 Jun 2023 07:03:00 GMT</pubDate>
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